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IX.
L’ipnotismo,
prima che fosse studiato nell’uomo, era
stato studiato negli animali.
Già
fin dal 1646 il gesuita Kircher produceva la catalessia nei polli; egli ne
legava i piedi e li poneva a terra: quando avevano finito di agitarsi, tentando
di sciogliersi e fuggire, e Kircher li vedeva completamente immobili, tracciava
sul terreno, col gesso, una linea retta che partiva dall’occhio del pollo. A
capo di un certo tempo che questo avea fissata la linea, Kircher lo scioglieva,
senza che l’animale fosse stato capace più di muoversi.[66]
Per
destarlo, bastava che gli fosse soffiato sul viso o negli occhi.
Azam
vide in alcune fiere dei saltimbanchi ipnotizzare i galli ponendoli col becco
su di una tavola e tracciando una linea nera sul prolungamento della cresta. La
catalessia si determinava in capo a pochi minuti.
Gl’incantatori
egiziani ed i Maghi dell’Oriente ipnotizzavano i serpenti in modo da renderli
catalettici, senza alcun movimento, premendo soltanto sui loro orecchi.
Simili
esperienze si sono ripetute con successo sugli uccelli, i conigli, i cigni, le
oche e via dicendo.
Balasso,
Wilson, Beard hanno ottenuto lo stato ipnotico dei cavalli, oltre che per mezzo
della fissazione dello sguardo, anche con la musica, coi passi, con una luce
viva.
Nel
1839, Wilson nel serraglio di Londra provocò lo stato ipnotico in maiali, cani,
galline, oche, gatti, leopardi, §115 pappagalli, rane. In una lupa determinò lo
stato catalettico, in modo che questa restò per molti minuti con un pezzo di
carne fra i denti, immobile, senza poterla masticare.
Nel
1873 Czrmak pubblicò alcune sue osservazioni sullo stato ipnotico negli
animali.
Preyer
nel 1878 ipnotizzava salamandre, rane, ecc. con eccitazioni periferiche più o
meno prolungate.
Se ad
una rana si fa una frizione coll’indice a livello della regione corrispondente
alla nuca, o sull’addome, quella resta catalettica a capo di quattro o cinque
minuti, e si può imprimere alle sue membra qualunque posizione, che sarà
mantenuta.
Harting,
prof. a Utrecht, ipnotizzava nel 1882 cani, polli, piccioni, conigli, e rilevò
i danni che produceva l’ipnotismo negli animali.[67]
Gli
indiani dell’America del Nord, applicano la mano sugli occhi dell’animale e
soffiando nelle narici di questo, ottengono così una sorprendente docilità.
Preyer
considerò lo stato ipnotico degli animali, prodotto dalla fissazione dello
sguardo, di un oggetto, di una viva luce, come effetto della paura.
Egli
nella sua comunicazione alla società reale di Jena (28 maggio 1880) diceva:
"Ho ipnotizzato molti animali, e sono giunto alla conclusione che, per
mezzo di eccitazioni periferiche, si possono produrre in essi due azioni di
arresto differenti. Il primo stato è di cataplessia, vale a dire una specie di
terrore e di paura, una paralisi per paura. Il secondo stato è d’ipnosi."
Gli
animali, come gli uomini, diventano cataplegici in seguito ad eccitazioni
periferiche, che sono subitanee, brusche e violenti. Diventano ipnotici in
seguito ad eccitazioni §116 periferiche, che sono prolungate, deboli ed
uniformi. Vi sono grandissime differenze individuali, quanto alla maniera di
reagire fra i diversi animali, come fra i diversi individui umani.
Se si
serrano leggermente, con una pinzetta a pressione, le narici di un porcellino
d'India, o lo si tiene dolcemente per l’orecchio fra le dita, a capo di mezzo
minuto diventa ipnotico. Se allora si toglie via la pinzetta o le dita,
l’animale conserva uno stato di stupore tale, che lo si può mettere, senza che
si muova, nelle posizioni più bizzarre. Un leggiero shoc od un soffio
bastano per farlo ritornare allo stato normale.
Questa
ipnosi rassomiglia molto alla catalessia, da cui differisce soltanto in ciò,
che gl’ipnotici possono muovere le membra, mentre che questi movimenti sono
impossibili nei cataplegici.
C.
Richet, a proposito dello stato catalettico prodotto nella rana, crede essere
probabile che, sotto eccitazioni periferiche, le parti del cervello, che
presiedono all’arresto delle azioni riflesse e volontarie, entrano un giuoco e
paralizzano le parti sottostanti della midolla spinale.
Come
si vede, negli animali, al pari che nell’uomo, si può provocare lo stato
ipnotico.
Lo
stato sonnambolico, che consiste sopratutto in modificazioni psichiche, che
annichilano la spontaneità, la volontà e la coscienza, non e da maravigliare
che non si possa provocarlo negli animali, poiché in essi le diverse facoltà
sono o rudimentali o completamente assenti, ed il fondo mentale consiste in un
automatismo istintivo più o meno perfetto. (Cullerre)
Infine
il Morselli ritiene che l’ipnotismo negli animali è, come nell’uomo, uno stato
puramente psichico (non morboso), prodotto da un’eccesso di eccitazioni. Sotto
la influenza di ripetute e forti stimolazioni periferiche, le parti dei centri
cerebrali, che presiedono all'inibizione delle azioni riflesse, e quindi alla spontaneità
volontaria, restano prima straordinariamente eccitate, poi esauste dallo
sforzo, con consecutivo predominio funzionale dei centri encefalici inferiori
del midollo spinale.
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