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Lettera del Prof. Cesare Lombroso all’Autore.
Sui vantaggi dei nuovi studi
ipnotici e loro relativa certezza.
Ella ha
fatto opera veramente utile nel darci un completo studio sull'ipnotismo: prima
di tutto perché, mentre s’hanno in Francia ed in Germania cataste di trattati,
tutti più o meno, a dir vero, incompleti, da noi si hanno belle monografie
speciali, come quelle di Dal Pozzo ed or ora del Veronesi, del Tamburini e
Seppilli, ma manchiamo d’un’esposizione didattica ordinata, completa, di un
vero trattato; e poi perché l’argomento si fa ogni giorno sempre più vitale e
curioso, e, come accade di ogni grande verità, tanto più si dilaga, tanto più illumina
nuovi problemi che restavano, fino ad ora, negletti ed insolubili.
E prima
di tutto essa ci ribadisce il valore della tradizione e dell’esperienza antica,
che, con una superia veramente giovanile, noi mettiamo oggi in non cale, non
pensando che ogni scoperta dell’oggi ebbe un addentellato nella scoperta di
ieri, e che, se dobbiamo, grazie ai nuovi progressi, risuggellare le scoperte
antiche con metodi più esatti e più precisi, non dobbiamo però dimenticarle:
che se ciò avessimo osservato, non avremmo assistito al rinnovarsi delle
ostinate negative e delle esagerate ammirazioni pei fenomeni ipnotici per sei o
sette generazioni di seguito, e anche ai nostri tempi almeno tre volte; - e
avremmo potuto sommare anziché sottrarre quelle meravigliose scoperte con
progressi ben maggiori degli attuali.
Poiché,
come bene ella mostra, dall’applicazione alle pure neurosi di senso e di moto,
siamo già giunti alla terapia anche delle malattie puramente cerebrali, ed ogni
giorno ci si va meglio accennando un’applicazione alle altre, che non hanno
colla neurosi che un indiretto rapporto. Ma è specialmente pel modo con cui
avvengono le guarigioni e con cui si sviluppa l’azione di alcune sostanze che
l’applicazione mi pare grandissima.
Quando
vediamo (ed ormai le esperienze si decuplicano) l'oro, il mercurio, sviluppare
azioni tanto nuove e a distanza dal corpo, il magnete trasferire una neurosi da
un lato all’altro e da un individuo all’altro, alcune sostanze come la
Valeriana e la nocevomica, agire dentro tubi chiusi e ad una certa distanza, e
provocare fenomeni psichici intensi, anche terapeutici, ed un magnete mutare
immediatamente la gioia in terrore, e il sapor acido in alcalino (polarizzazione
psichica), è forza che modifichiamo le nostre idee grossolane, a dir vero,
sull’azione dei rimedi; e come abbiamo dovuto chinare il capo ed ammettere per
vere le pretese ubbie dei magnetizzatori, così dobbiamo accettare in parte
alcune delle conclusioni degli omeopatici[1] i quali, già da un
pezzo applicavano in certe neurosi i metalli all’esterno ed a distanza per la
cura dei mali e somministravano alcune sostanze in tal grado di
assottigliamento, data la suscettività del paziente, da far parere ridicola la
loro dottrina, eppure non si trattava di sostanze incapsulate e suggellate.
E’evidente,
infatti, non potersi trovare di quel fatto altra spiegazione se non questa, che
quei corpi provocano nel cervello predisposto una diversa orientazione delle
cellule corticali, affatto analoga a quella che avviene nelle molecole del
ferro quando si applica un magnete, o nel ferro magnetizzato, quando si applica
una corrente elettrica che ne muta la polarità, o quando con dei potenti
magneti si provocano in certi liquidi colorati fenomeni così detti di
diamagnetismo: quei fenomeni sono analoghi a quelli provocati nel senso e nel
pensiero da un’impressione sensoria o morale troppo forte, o da una grande
stanchezza. Così, quando la retina fu troppo a lungo o troppo vivamente
eccitata dal colore rosso, dà al centro la sensazione del verde, che è il colore
complementare e contrastante. Così se, dopo aver fissato una ruota che gira,
una fettuccia di carta in movimento, noi fissiamo lo sguardo sopra un oggetto
immobile, una illusione costante ce lo fa vedere animato da un moto di senso
inverso. Plateau in base a queste esperienze concludeva che, quando un organo è
sottomesso ad un eccitamento prolungato, egli oppone una resistenza che cresce
con la durata di quello. Che se venga ad essere subitamente sottratto alla
causa eccitante, ei tende a riacquistare il suo stato normale con un moto
analogo a quello d'una molla allontanata dal suo stato di equilibrio, che vi
riviene per oscillazioni decrescenti, in virtù delle quali egli lo sorpassa
alternativamente in due direzioni opposte.
E con
questa conclusione noi possiamo aiutarci ad un’altra applicazione, che nel
mondo del pensiero ha ben maggiore importanza, e che a sua volta giova alla
soluzione del problema ipnotico, voglio dire sulla natura del pensiero, quella
che così malamente si chiamava l’anima, e che suscitò tutto un mondo di studi
inutili o quasi. Già il vedere che il movimento molecolare di una data sostanza
può suscitare ideazioni nuove, sopprimerne altre, conferma l’ipotesi che il
pensiero, l’ideazione sia un moto molecolare del cervello; e quel concetto
s’incarna con le nuove scoperte sull'ipnotismo, e precisamente con quelle tanto
controverse sulla trasmissione del
pensiero, e che i calcoli e le esperienze di Richet, Janet, Ochorovicz mettono
in chiaro in modo incontravvertibile. Dato che il pensiero sia un movimento,
non vedo alcuna difficoltà che esso si trasmetta con moto comunicato.
Quello
che ci rende difficile il concepire
l’ammettere questi fatti è la vecchia abitudine archeologica,
accademica, di vedere sempre le cose al modo dei nostri padri, e cercare delle
scappatoie qualunque siano, pur di non ammettere le nuove maniere di vedere le
cose.
E così
nelle questioni d'ipnotismo abbiamo sempre avuto in pronto, p. es., onde negare
la trasposizione dei sensi e la trasmissione del pensiero ed anche fenomeni
ipnotici più frequenti e più ovvi, di allegare la frequente simulazione delle
isteriche, gli inganni, anche avvenuti per iscopo di lucro o di critica,
fermandoci volontariamente su questi, perché ci lusingano e ci aiutano nel
ribrezzo del nuovo. Non pensiamo che appunto la conoscenza così generale della
frequenza della simulazione delle isteriche ci mette in guardia anche troppo,
quando facciamo le esperienze, per non credervi se non dopo replicate
contro-prove; e poi giova avvertire che abbiamo un mezzo di controllo potente
nella ripetizione dei medesimi fenomeni con le stesse precise, minute
circostanze a vari secoli di distanza e in diversi paesi, come appunto è
avvenuto per la trasposizione dei sensi e la trasmissione del pensiero,[2] e, quello che più
importa, abbiamo un controllo e una prova nelle graduazioni di quei fenomeni,
sia negli isterici, sia nell’uomo sano, nel quale non c’è più da tirare in
ballo lo inganno poiché nessun fenomeno avviene per salto, e d'ogni mostruosità
tovansi infatti le tracce nell’uomo normale, specie nell’embrione. Così
l’azione dei rimedi a distanza vediamo che si avverte di più nei soggetti
quando le sostanze sono applicate sulla pelle o quando il vaso non è a tappo
smerigliato, e solo per pochi individui e pochissime sostanze (mercurio) in
tubo chiuso risaldato a fuoco. E già da molti anni come sopra accennammo, gli
omiopatici avevano dimostrato[3] che in un certo
numero di individui sani un vaso di mercurio, anche smerigliato, provocava
fenomeni idrargirici, e se molti sani non avvertono danno da soluzioni leggere
di sublimato, ve n’ha, ed io fra quelli, che soffrono da poche goccie di queste
soluzioni sulle dita. Così il fenomeno della credulità si può ottenere
benissimo in individui non ipnotizzati, e si osserva frequente, forse costante,
nei bambini e nelle plebi.
E la
trasmissione del pensiero ha degli analoghi in un fenomeno, che
frequentissimamente ci accade nella vita, messo in sodo con l’uso della
matematica in quell’esperienza così ben condotta dal Richet in cui si vede che
la probabilità della divinazione d’un dato numero, o di un nome, o di una
figura geometrica, pensati da un’altra persona, si fa sempre maggiore quando si
passa dall’uomo perfettamente sano ad una donna nevrotica, ad un’isterica, ad un
isterico ipnotizzato da 1/100 a 1/70 a 1/17. Ed ora Janet ci mostrò in una
bella esperienza che, nei rari casi in cui avvenne la trasmissione del
pensiero, si può vederla ora limitata (come gli accadde al tocco della mano, od
anche con l’intermezzo di due persone che si tengono per mano, ma non più se la
catena si accresce di un quarto), ora estesa, illimitata, a grandi distanze.
Ne vale
l'obbiezione che ora l'uno ora l'altro degli ipnotizzatori fa ai compagni,
specie se ispirato da soliti superbi
accademici, non essersi appurato in alcuno dei loro pazienti uno di quei
fenomeni singolari dagli altri osservati.
E’ nella natura di questi fenomeni di spiccare
chiarissimi in alcuni individui e non in altri, precisamente come accade nei
fenomeni isterici. Il negare certi fatti perché si son veduti dagli uni e non
dagli altri qui non dev'essere più concesso, e meglio è piuttosto negare
addirittura tutti i fenomeni ipnotici, come fanno coloro che hanno la mente
limitata e chiudono gli occhi per non vedere. Così quelli che come il Morselli
ammettono la suggestione ipnotica, anzi la generalizzano come spiegazione di
tutti gli altri fenomeni, ma non ammettono la credulità, la polarizzazione
psichica, la modificazione delle allucinazioni ipnotiche colle lenti, l’influenza
dei rimedi a distanza, non pensano che anche la suggestione manca in
moltissimi, e a sua volta potrebbe negarsi.
Finalmente
altrettanto si dica di coloro che per accademica pedanteria negano la
credibilità a molti di quei fenomeni, anzi a tutti quelli che la fisiologia e
la fisica non abbia spiegati: se queste scienze avessero raggiunto il loro
apice, specie nelle spiegazione delle funzioni del sistema nervoso, essi
avrebbero piena ragione, ma poiché ciò non è, siccome p. es. la scoperta tanto
recente dei centri motori del cervello e i dubbi che vi si levarono contro
mostrano come la fisiologia del sistema nervoso sia appena ne’ suoi primi
stadi, così non devesi aspettare per ammettere quei fenomeni i troppi secoli,
in cui quelle scienze, perfezionandosi, ce ne daranno una spiegazione. Poiché,
intanto, dal formarcela ci allontanano appunto coteste inconsulte negazioni,
lasciandoci sfuggire o sottraendoci una quantità di fatti cui non avverte e non
raccoglie un’attenzione distratta o raffreddata troppo dal dubbio. Basti citare
gli esempi di doppia personalità, che solo ora verrebbero manifestandosi con
una certa frequenza, e che certo sarebbero stati avvertiti prima se lo
scetticismo e il dubbio non avessero disarmato l’osservatore imparziale.
Andiamo
innanzi arditi per questa via, anche dove la spiegazione non è pronta: i fatti
bastino già da per sé, e finiscano ad illuminarsi completamente al contatto dei
nuovi, che verranno alla luce.
Torino 9 ottobre 1887.
C.
Lombroso
AL LETTORE
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E’
costume quasi generale, che ogni libro sia preceduto da una prefazione
dell'autore. Nel caso nostro non ne sentiamo il bisogno, perché la lettera di
cui ci ha onorato il prof. Lombroso, può tenerne luogo._ Aggiungiamo soltanto
che lo scopo del nostro lavoro è stato di diffondere le notizie più esatte che
si hanno sull'Ipnotismo, onde ci siamo adoperati di essere, per quanto era
possibile, chiari ed alla portata di tutti, tenendo presenti tutte le
pubblicazioni italiane e straniere che in questi ultimi anni sono apparse.
Ci
auguriamo che il nostro intento sia stato raggiunto.
Napoli GENNAJO 1888.
Dr. G. Belfiore.
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